LA VITA E’ UN VIAGGIO

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Immaginiamo la nostra vita dalla nascita fino al momento attuale, e poi ancora fino al futuro: un punto di arrivo indeterminabile. E’ un percorso lungo in cui si cresce, si migliora, si costruisce “qualcosa” che può essere materiale o spirituale, inseguendo cosa? La felicità. Perché in fondo tutto gira intorno a questo. Allora, che cos’è la felicità? Per alcuni la felicità è avere una macchina nuova o una vita agiata, per altri vuol dire crescere interiormente: in ogni caso ognuno ha la sua percezione di “raggiungimento della felicità”.
Durante la vita, poi, facciamo dei viaggi e visitiamo luoghi che ci possono piacere oppure no, veniamo a contatto con gente diversa da noi che in alcuni casi ci incuriosisce in altri ci allontana, conosciamo nuove realtà che ci insegnano qualcosa, col risultato che torniamo a casa arricchiti – sia in positivo che in negativo – traiamo delle conclusioni e siamo pronti per affrontare il prossimo viaggio con un po’ più di esperienza sulle spalle.

Ora, proviamo ad immaginare l’eternità. L’Infinito. Pensiamo a noi stessi non solo come corpo bensì come anima. La nostra anima vive nell’eternità e poi decide di “fare dei viaggi”, per conoscere, per scoprire, per arricchirsi ed imparare. Questi viaggi sono le nostre vite. Quindi sceglie il mezzo, cioè il nostro corpo, e si incarna decidendo di vivere una vita nella quale rimarrà “alcuni anni” per istruirsi. Alla fine del viaggio tornerà alla sua vera essenza per tirare le conclusioni e prepararsi per il successivo viaggio.

Nascita e morte assumono così un senso meraviglioso. Inoltre, siamo liberi di scegliere luoghi, tempi e compagnia. Vi è mai accaduto di incontrare qualcuno per la prima volta e dire “questo già lo conosco”? Oppure di incontrare “l’anima gemella”?
Succede anche che una volta che abbiamo intrapreso il viaggio, ci rendiamo conto di non esserne all’altezza e ci ritiriamo, più o meno consapevolmente. Oppure la nostra coscienza capisce che lo scopo del viaggio è stato raggiunto e quindi è ora di tornare da dove siamo venuti. In questa prospettiva anche la consapevolezza, che diventa il nostro timone, va coltivata lungo questi ripetuti e lunghi viaggi.
E’ come paragonare la consapevolezza di un neonato e di un adulto: cresce col tempo e l’esperienza, si sviluppa gradualmente. In quest’ottica di Infinito ecco che “vita e morte” non equivalgono più a “bene e male” ma ad “andata e ritorno” nell’ infinito contesto dell’ eternità, in cui continueremo ad incontrarci.
Non c’è da aver paura della morte, al contrario, c’è da trarre il meglio da ogni giornata per raggiungere la felicità e la pace, che poi scopriremo essere già dentro di noi.
Concludo dicendo, anzi rettificando il titolo: “la vita è un piccolo magnifico arduo viaggio” in cui ognuno sceglie come proseguire, dove fermarsi, perché migliorarsi, in che modo progredire.

A questo punto non mi resta che augurare buon viaggio nell’eternità a tutti e buona vita!

E

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