Lo yoga che ho sposato!

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Il ruolo di chi si avvicina ad una disciplina come lo yoga, qualsiasi essa sia, è quello di salire…salire…salire…su una lunga scivolosa fune che va verso il cielo, cercando di raggiungere quella luce immensa che ci farà star bene.

Qualcuno dice: “L’uomo parla di oscurità, ma la nostra luce è qualcosa di scuro per chi vede la Luce!” ed è quindi a quella vera Luce che dobbiamo tendere.

Con la maggior parte degli yoga, nella dimensione in cui vediamo la Luce, siamo arrivati a destinazione: possiamo fermarci in questo stato di estasi e continuare a meditare per noi stessi, per la pace, per il mondo intero. È per questo motivo che molti yoghin hanno deciso di ritirarsi a vita privata sull’Hymalaya o altrove, in un luogo di pace, dove potersi dedicare completamente alla meditazione e potendo così influire tacitamente sul mondo. E noi li ringraziamo per tutta l’energia positiva che hanno emanato e diffuso sulla Terra.

La mia attenzione, ad un certo punto del percorso, è stata attratta da Sri Aurobindo, un grande Maestro Spirituale, il mio riferimento, che dice: quando avete raggiunto quella Luce, quando avete toccato la cima della corda e raggiunto il Nirvana, non fermatevi lì. Quello è l’inizio di un nuovo mondo che bisogna ricreare sulla Terra. Quindi fatevi carico della Luce e scendete in quello stato meditativo di nuovo sulla Terra, dove dovete portarla, diffonderla e viverla per primi facendovi canali di trasmissione.

Tale missione è assai ardua, sia perché non è semplice raggiungere uno stato meditativo sia perché il mondo oggi è avvolto da uno strato di fango, si tratta dunque di affrontare molte difficoltà quotidiane, ciononostante questa è la base dello yoga integrale che “ho sposato” nella speranza di fare almeno l’1% del mio dovere.

Allora – per tornare al discorso iniziale – le asana nello yoga hanno un ruolo molto importante per cominciare, ma le stesse asana (cioè le posizioni che assumiamo con il corpo) non sono il solo yoga. L’Unione con il Divino, con Gesù, con Buddha, con il Nirvana – chiamatela pure come volete, tanto il risultato non cambia – è l’inizio di una nuova concezione di vita che abbiamo il dovere di vivere e trasmettere agli altri, o almeno dobbiamo provarci, per imparare a riconoscere l’amore e perdonare.

Ele

 

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