Denaro e spiritualità

dea-Lakshmi

 

Spiritualità pura, denaro impuro?

Sono ormai alcuni anni che mi capita spesso di sentir parlare di un binomio che “sembra cozzare”…la spiritualità e il denaro. Che cos’è la spiritualità? E cos’è il denaro?

Il mio Devoto dizionario definisce “spirituale” qualcosa di “appartenente ad una realtà immateriale”, non tangibile, “per lo più concepita come superiore o trascendente: “gli angeli sono creature spirituali”; e continua scrivendo “con opposizione più esplicita alla sfera materiale o sensibile”. Insomma, “un altro livello” di percezione che dobbiamo allenare.

“Denaro”, invece, è definito come “moneta, soldi dal punto di vista contabile”, dunque il perfetto contrario di qualcosa senza materia. Eppure, oggigiorno, ci troviamo spesso a pagare con denaro fittizio, ad esempio on line: potremmo allora definirlo come una fonte di energia? Ma la cosa più curiosa è che la seconda definizione che vien data sul dizionario è quella di “denaro sporco”, cioè ottenuto da attività illecite e, purtroppo, questa è l’idea che molti di noi hanno inconsapevolmente ereditato: denaro = sporco. Un’altra definizione che segue è “denaro di Dio”, una piccola percentuale sugli affari che anticamente i commercianti versavano per opere pie. E qui mi fermo.

I due concetti sono quasi agli antipodi, ma è pur vero che oggi viviamo in una società basata sul denaro e ciò non ha nulla a che vedere con la ricerca interiore o – come si suol dire – spirituale. Siamo proprio sicuri che per essere una persona spirituale bisogna essere poveri e, al contrario, se qualcuno ha del denaro è automaticamente sporco?

Ho riflettuto su questa domanda per lungo tempo, perché spesso si cresce con delle credenze errate che vengono ereditate senza volerlo e ne ho tratto delle personali conclusioni.

Il denaro, oggi, per chi vive nella parte di mondo occidentalizzata è lo strumento principale di scambio, ma non per questo deve essere lo scopo finale per il quale vivere. Serve e basta! Viviamo in un sistema che funziona con il denaro e dobbiamo gestirci di conseguenza.

All’inizio dei miei incontri di yoga chiedevo semplicemente un’offerta pensando che la coscienza umana potesse capire le necessità (ossia i costi di una stanza, del riscaldamento, della luce e anche dei corsi frequentati) ma non è stato così; cresciamo programmati per dare sempre meno, in modo egoistico, e se qualcuno chiede una ricompensa per ciò che fa è considerato un ladro o un approfittatore che sta probabilmente tentando di fregarci.

Mi domando: chi è meno onesto? Colui che chiede una ricompensa per condividere ciò che ha appreso pagando a sua volta o colui che si nasconde dietro a dei pregiudizi e vuole ricevere senza dare nulla in cambio?

Perché non gratis?

Perché nella nostra società non è possibile!!!! Semplicemente per questo!!!! Perché viviamo in un mondo in cui c’è bisogno di pagare e, credetemi, pagano anche le persone che ricercano e condividono la loro spiritualità. Il mondo è materiale e anche su questo dobbiamo basarci!

Certo, qualsiasi azione compiuta solo per denaro perde di senso, ma non perché il denaro sia sporco, bensì perché è solo uno strumento, non il fine ultimo.

Se possiamo percepire entrambe le cose è perché devono coesistere, e ad entrambe bisogna dare il proprio valore nel momento giusto. L’uno non esclude l’altro e non c’è uno positivo e uno negativo. In fondo, la storia ci racconta che abbiamo ucciso, violentato, distrutto la dignità umana in nome di Dio e della spiritualità e, al contrario, la società ha superato periodi di gravi crisi grazie al denaro e sistemi economici. La Chiesa, che è l’icona per eccellenza della spiritualità, chiede soldi ad ogni occasione, perché nessuno dice niente? Predica la povertà e vive nella ricchezza, eppure si continua a fare “offerte”. Per quale motivo?

Ma voglio fare un esempio ancora più pratico: spendiamo soldi per cene, abiti, trucchi, auto e poi non vogliamo dare una ricompensa a chi può aiutarci a trovare una via per vivere meglio. Forse perché ci costa molto più sacrificio (interiore) che comprare qualcosa di materiale? Ma ci pensate che, chi ha qualcosa da dirvi, per arrivare fin lì ha già investito molte forze e denaro a sua volta?

Viviamo in un’illusione totale!

Vorrei portare altri esempi: quando andiamo a comprare dei libri per capire qualcosa in più o documentarci su un determinato argomento, non li paghiamo? Anche dietro a quel libro c’è una persona che ha fatto una ricerca e la mette a diposizione a pagamento; quando dobbiamo far restaurare un mobile, un artigiano ci mette a disposizione la sua arte e lo fa facendosi pagare; se compriamo un cd del nostro cantante preferito siamo disposti a pagarlo caro e non ci importa; se andiamo ad un concerto paghiamo e non pensiamo ad altro; quando andiamo dal parrucchiere siamo disposti a pagare ben caro per avere una testa perfetta un solo giorno e ci sta bene; se andiamo al cinema a vedere la prima di un film paghiamo per due sole ore di visione e anche dietro a quel film ci sono persone che prendono tantissimi soldi; lo stesso vale per andare a vedere una partita allo stadio… allora perché non far valere la stessa idea anche per la ricerca interiore?! In fondo è un allenamento che costa molto sacrificio, che va appreso con costanza… e che porterà molta più ricchezza di quella materiale a chi ha il coraggio di arrivare fino in fondo.

Potrei continuare con mille esempi, penso che il concetto sia chiaro ed ora mi chiedo: perché le discipline olistiche che puntano alla ricerca spirituale – o interiore, chiamatela come volete – dovrebbero essere gratis? C’è chi ci investe tempo, energia e denaro e come tutte le altre attività del mondo hanno necessità di essere retribuite. Inoltre, siamo liberi di scegliere, nessuno ci obbliga a seguire una determinata via, dunque se non ci interessa, perché criticarla? Basta starne alla larga!

Penso a me stessa: se in nome della mia passione per lo yoga decidessi di investire le mie giornate in lezioni senza chiedere un contributo, perché – ovviamente – si tratta di qualcosa di spirituale, cosa mi succederebbe dopo qualche mese? Come sopravviverei alla vita quotidiana, come potrei approfondire i miei studi, fare altri corsi, aumentare le mie conoscenze? Come mangerei? Come pagherei le bollette? Stiamo parlando di bisogni primari. E’ ridicolo pensare che in alcune attività sia lecito chiedere denaro e in altre no. È solo un alibi! Toglietevi una pizza al mese e un taglio di capelli e pagatevi un corso che vi porti dentro di voi, a scoprire quelle parti sconosciute che vi faranno, forse, anche star male.

Non nascondo che ci sono molte persone disoneste che vendono solo fumo, ma questo vale per tutti i settori. A mio avviso, tutti devono avere la possibilità di provare, crescere, esercitare la propria rinascita, dunque una persona non interessata solo al denaro dà anche questa possibilità, trova una soluzione, un’alternativa, va in contro a chi ha voglia di apprendere. Dall’altra parte però non deve esserci furbizia, ma limpidezza. Mi è capitato di incontrare persone che si sono approfittate e nonostante le abbia lasciate fare, poi, si sono allontanate di loro spontanea volontà. Ricordate, l’energia gira, tutto torna, meglio far del bene ed essere onesti; così come le energie non-simili pian piano si distanziano da sole, senza nemmeno bisogno di una parola.

Concludo dicendo che, secondo me, la spiritualità è pura se noi stessi ce la rendiamo mentre il denaro rimane una necessità della quale ci dobbiamo avvalere per vivere. Sta a noi farne buon uso.

Buona vita a tutti!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...