Come aiutare i paesi del centro italia?

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In questo periodo uno dei pensieri più ricorrenti va alle persone terremotate che oltre al sisma devono fare i conti con il rigido inverno e la neve. La maggior parte della gente vorrebbe aiutarli, o almeno così dice, ma non sa come; gli interventi avvengono, ma a quanto pare non sono risolutivi e rapidi come dovrebbero. Che dire in proposito? Potremmo fare lunghe discussioni, su chi ha torto e chi ha ragione, sulla burocrazia italiana, su come agire e altro ancora: ognuno ha la sua verità e in queste circostanze ci sentiamo tutti in diritto di dire la nostra e, soprattutto, di attaccare “gli altri”, la società che non funziona. Peccato che…anche noi formiamo la società!

Cosa stai facendo – tu lettore – per aiutare le persone terremotate?

Chi ha ancora un tetto sta sperando che non crolli! Ci lamentiamo, diciamo frasi scontate, siamo vicini a chi soffre, magari piangiamo e sfoghiamo le tensioni, ma senza agire concretamente. Anzi, in questo modo si alimenta soltanto un’energia negativa, di paura e angoscia. I nostri pensieri hanno la loro importanza e focalizzare l’attenzione sulle disgrazie innesca un sottile meccanismo di autodistruzione.

Sarebbe molto più utile immaginare che accadano cose belle, che la neve si sciolga, che torni il sole, che vengano assegnate delle case alle persone senza dimora, che tutti gli animali siano salvati, che l’economia di certi posti riparta… senza aggiungere emozioni angosciati che alimentano la nostra parte d’ombra. Sì, alcuni si gratificano nel parlare di “cose brutte”, per questo i fatti di cronaca nera, tanto pompati nei tg, riscuotono un grande successo!

Vi do una bella notizia, volete cambiare qualcosa? Bè, iniziate a ribaltare i vostri pensieri, a pensare in positivo!

Non occorre far parte di qualche organizzazione per aiutare la gente bisognosa. Basterebbe iniziare a dedicare dieci minuti al mattino e dieci minuti alla sera al pensiero positivo, alla meditazione, alla visualizzazione di qualcosa di bello, alla preghiera (non improntata sull’espiazione dei peccati, ma) orientata verso la formulazione di pensieri belli come, ad esempio, che un raggio di luce pieno di amore invada chi soffre, chi vive nel buio, chi è lontano, chi ha perso la voglia di vivere.

Chi si sveglia al mattino un quarto d’ora prima del dovuto per pregare (inteso nel senso più ampio della parola)? Chi dedica la sera un quarto d’ora alla preghiera per ringraziare e inviare pensieri positivi all’universo, alla madre terra, alle persone con difficoltà varie, ai propri famigliari?

Basterebbe mezz’ora al giorno per aiutare i terremotati, noi stessi, la nostra famiglia, l’umanità, aumentando la nostra benevolenza e spiritualità. È un concetto così scontato e semplice che risulta difficile da applicare, mentre si continua a passare il tempo a lamentarsi e criticare “gli altri” (che non sono altro che il nostro riflesso).

Il mio proposito è proprio quello di contribuire in modo sottile e per pochi minuti al giorno inviando luce, amore e qualsiasi pensiero positivo ci venga in mente a chi si trova in difficoltà; l’importante è che non sia fatto meccanicamente ma con l’intenzione e un’emozione di amore.

Non costa nulla, è gratis, non ci toglie del tempo dalla routine e ne troveremo giovamento anche per noi stessi.

Shanti! 

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