Il ciclo vitale

Immagino la vita come un ampio mandala composto da piccoli cicli da colorare a nostro piacimento, che a loro volta comprendono altri cicli ancora più brevi; questi ultimi rappresentano la vita quotidiana e le esperienze, possono essere molto intensi e profondi. Ognuno di noi nasce come individuo singolo ed unico, trascorre una vita a mescolarsi con gli altri, per poi abbandonare il corpo ancora una volta come individuo singolo. E nel frattempo cosa succede?

Ci sono varie fasi della vita, spesso sconvolte da colpi di scena impensabili e karmicamente inevitabili e appena iniziamo a trovarci bene in una di queste fasi è già il tempo di cambiare. Dobbiamo imparare ad essere elastici per saperci adeguare ai cambiamenti che possiamo prevedere e quelli che – ahimè – non si possono evitare.

La prima fase dopo la nascita è l’infanzia, periodo in cui ci scontriamo con i primi traumi dell’esistenza assimilando tutto il bagaglio che ci influenzerà per la vita; poi arriva l’adolescenza, periodo delle più grandi incomprensioni interiori ed esteriori; e la giovinezza, il trampolino di lancio verso l’età adulta.

Poi diventiamo “grandi” e teoricamente dovremmo essere ben saldi e differenziati dagli altri, ma questo accade sempre?

Andando avanti e seguendo i canoni della società ci si unisce a qualcun altro in una coppia e non si può più pensare singolarmente, nasce un figlio (o più di uno) e le responsabilità aumentano a dismisura; in seguito, i figli grandi lasciano la casa genitoriale e si rimane di nuovo in due, sperando di aver creato quell’intesa che permette di andare ancora d’accordo; poi uno dei due coniugi muore e si ritorna ad essere uno, proprio come all’inizio della nostra vita.

Quanto è importante, allora, essere integri e vivere la solitudine pienamente?

Perché far finta che tutto questo non accada e poi viverlo in modo tragico? Potremmo, invece, prenderne coscienza e prepararci a vivere ogni fase della nostra vita in modo adeguato, maturo e il più serenamente possibile.

E’ importante – allora – crearci una nostra identità, divenire responsabili delle nostre azioni ed imparare ad affrontare il dolore del distacco, perché nella vita saremo sempre sottoposti a questo dolore, in modo dolce o brusco!

È fondamentale staccare il cordone ombelicale con la propria madre (o la persona di riferimento) perché se questo non accade qualsiasi distacco in futuro sarà deleterio. Questo processo prevede l’acquisizione della propria autonomia indipendentemente dagli altri, imparare a conoscersi (soprattutto le proprie ombre), saper analizzare se stessi e chi si ha di fronte, controllarsi e mettersi nei panni degli altri abbandonando il proprio ego, saper rispondere delle proprie azioni in qualsiasi momento e contesto con lealtà e dignità, imparare ad amare senza avere una convenienza di ritorno, imparare a perdonare chi ci ha ferito e ci ferisce ancora oggi.

Il cambio di coscienza sta nel capire che le persone che ci fanno soffrire hanno, a loro volta, alle spalle un passato peggiore del nostro e non muteranno, ma noi possiamo cambiare nei loro confronti trovando la strategia più giusta per quella situazione. Questo non significa farsi travolgere e assecondare qualsiasi comportamento. Siamo esseri creativi e dobbiamo adeguarci alle situazioni in maniera ottimale senza far del male agli altri e, allo stesso tempo, trovando la maniera per salvare noi stessi.

Al primo soccorso mi hanno insegnato che quando bisogna andare a salvare qualcuno è bene considerare se ci sono le condizioni per salvare me stessa, perché altrimenti morirei prima dell’altro e le vittime sarebbero almeno due. Pensate che ne valga veramente la pena?

Questo comportamento apparentemente altruista ed eroico è, in realtà, molto egoista e serve a placare i propri sensi di colpa e a dar sfogo alla così detta “sindrome della/del crocerossina/o”. E’ una cura effimera e momentanea. I sensi di colpa ritornano a galla fino a quando non si va a considerare la radice da cui essi provengono e la si cura relativamente alle esperienze che si stanno vivendo nel qui e ora del proprio ciclo vitale. E’ essenziale riconoscere in che fase si sta vivendo e aggiustare il tiro per vivere nel migliore dei modi.

L’universo è in continuo movimento, così come il sistema in cui viviamo, iniziando proprio dal nucleo famigliare, quello da cui dipenderà la maggior parte dei nostri atteggiamenti verso il resto del mondo; essere disposti a prevenire ogni fase come una nuova prova fa parte della nostra evoluzione. Colorare i piccoli spazi da cui il mandala è composto è un arte e il risultato dipende sostanzialmente da noi! Buon lavoro.

 

E

 

 

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