Gratificazione come possibilità di scelta

Spesso si dice di ascoltare il cuore senza che sia influenzato dalla mente, ma questo prevede una grande connessione con il proprio sé, non sempre così automatica.

Possiamo però fare riferimento alla gratificazione che deve essere soddisfatta in ogni area della vita: sentimentale, familiare, sociale, lavorativa, economica, scolastica, professionale.

Quando dobbiamo fare una scelta possiamo tener conto di tre tipi di gratificazione:

1. la gratificazione personale, cioè sentirsi soddisfatti di quello che si fa, sentire che stiamo facendo la cosa giusta, senza provar pesantezza, credere nei propri valori ed ideali, portarli avanti con fiducia e trasmetterli a chi ci sta intorno. Sentirsi bene con se stessi e in quello che si sta facendo, aver patos, coinvolgimento, motivazione, energia positiva da mettere a disposizione dello scopo da perseguire.

Significa essere convinti di star seguendo la propria strada, ascoltando l’intuito e i talenti che abbiamo, mettendo in campo le abilità personali e la creatività. Gratificazione personale significa star bene con se stessi e con ciò che si sta compiendo. Non è legato a ciò che si fa ma a come lo si fa, alla forza che lasciamo agire su di noi. Se è una forza positiva ci sostiene e ci rende soddisfatti, se è una forza negativa ci deprime e ci rende vittime di noi stessi.

Questo significa – con un esempio – che chi ha un lavoro da quattromila euro al mese potrebbe non essere gratificato personalmente, come chi lavora come operaio potrebbe sentirsi molto bene. Ci sono operai felici e titolari di grandi aziende depressi. La gratificazione personale non è strettamente collegata al reddito e alla ricchezza ma alla propria indole. C’è chi è più portato per condurre, organizzare e fare scelte importanti, e c’è chi è più propenso a mettere in atto ciò che gli viene detto senza tante responsabilità. Entrambe le cose si possono fare al meglio, l’importante è capire cosa ci appartine per rafforzarlo e cosa non è nostro lasciandolo andare.

2. La gratificazione economica, ossia legata al benessere materiale. In un lavoro dipende dallo stipendio, in una famiglia dipende dal reddito e dalle possibilità di vita, in un luogo di lavoro (scuola, ospedale, edificio pubblico) è riferito ai servizi offerti e al loro buon funzionamento. La gratificazione economica è importante perché viviamo in una società fondata sul denaro come mezzo di scambio. Chi non ha denaro è limitato in molte attività, ma è anche vero che chi ne ha troppo spesso non lo sa gestire! Rimane il fatto che avere una gratificazione economica ci fa star meglio, ci fa sentire più rilassati e al sicuro.

È importante valutare bene tutti i dettagli riferiti alla gratificazione economica che, nell’esempio più evidente del mondo lavorativo, non si riduce al semplice stipendio ma anche alle distanze da percorrere, all’ammortamento dell’auto, al costo mensile del carburante, all’abbigliamento, ai pasti, allo stare giornate intere giornate fuori casa e chi più ne ha più ne metta.

3. La gratificazione collaborativa, cioè legata ai rapporti con gli altri: a lavoro, in famiglia, nello sport, nel tempo libero e anche quando passeggiamo da soli! Avere un buon rapporto con gli altri è fondamentale per sentirsi bene. Quando ci sentiamo accolti dalle persone con cui parliamo o con cui lavoriamo tutto diventa più semplice, più leggero; si intuisce e si vive sulla propria pelle il senso di collaborazione, di rispetto e fiducia reciproci. Al contrario, quando in un rapporto c’è superficialità e disprezzo non si combina più nulla! Manca la comunicazione, sia verbale che non verbale. C’è un muro invisibile che divide gli interlocutori. Anche in questo caso bisogna dividere tra chi non comprende l’altro e subisce, perché di indole buona o pacifica, per cui non vuole aumentare il senso di sdegno; e poi c’è chi è un vero e proprio talento nel far questione, creare disarmonia, cercare continuamente zizzania e mettere gli altri in cattiva luce. Regola: liberarsi di queste persone!!! Se non è possibile farlo in modo fisico, c’è sempre l’arma dell’indifferenza! La gratificazione collaborativa non è riferita solo al lavoro, ma anche alla famiglia o al gruppo di amici: poter contare su chi ci sta vicino è gratificante! Basta un gesto, una parola, un segno per farci sentire “non soli”, riconosciuti (diritto lecito di tutte le persone) e apprezzati.

E’ questo il metro di valutazione sul quale baso le scelte lavorative, professionali, intime, relazionali e familiari. Credo che, ma è un’opinione puramente personale, per fare una scelta sensata almeno due delle tre debbano avere pieno soddisfacimento.

È vero che ogni caso è a sé e non si può generalizzare ma spesso capita che la nostra mente ci menta e noi non riusciamo più a vedere una determinata situazione con lucidità. Avere dei riferimenti per prendere una decisione può essere utile quando siamo disconnessi dal nostro IO più profondo, resta comunque il fatto che seguendo l’intuito e i messaggi del corpo possiamo già intravedere la strada giusta per noi. Buon cammino.

E.

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